I reni non si vedono, non si celebrano, non si espongono. Eppure sono lì, instancabili: filtrano, trattengono, purificano e salvano.
Questa mostra è un invito a riconoscere la dignità dell’interno. A onorare ciò che ci salva senza clamore.
E come il rene è un custode dell’equilibrio, per Slow Food anche il rapporto con il cibo deve essere un esercizio di equilibrio, consapevolezza e … scelte corrette.

C’è un luogo nel corpo che lavora in silenzio: i reni. Non si vedono, non si celebrano, non si espongono. Eppure sono lì, instancabili: filtrano, trattengono, purificano e salvano.
Nella mostra, oltre 50 disegni di Giuseppe Emiliani, realizzati con pastelli colorati e china su cartoncino rigido, la figura femminile, sempre presente insieme al rene, non è soltanto immagine, ma territorio interiore. I corpi disegnati non si limitano a mostrarsi: si aprono, rilevano un centro nascosto, espongono il rene come si esporrebbe un segreto. Non è un gesto anatomico, ma poetico. Non è un dettaglio medico, ma una dichiarazione di ringraziamento. Il rene diventa simbolo di ciò che ogni donna, ogni essere umano, compie quotidianamente senza essere visto: filtrare il mondo; filtrare le parole che feriscono, le aspettative, il dolore, l’amore e la memoria.
L’organo che purifica il sangue diventa allora immagine di una purificazione più sottile: quella emotiva. Una selezione continua tra ciò che può restare e ciò che deve andare. Ogni figura ritratta da Emiliani è attraversata da questa tensione invisibile: bellezza esterna e fragilità interna convivono, si toccano, si riconoscono. La ripetizione del rene non è ossessione, ma ritmo. È un battito visivo che ci ricorda quanto sia essenziale ciò che normalmente ignoriamo. Come accade nella vita, l’essenziale è spesso nascosto sotto la superficie. I disegni di Emiliani chiedono allo spettatore un gesto di intimità: guardare dentro. Non con sguardo clinico, ma con delicatezza. Entrare in un corpo non per analizzarlo, ma per ascoltarlo. La figura femminile qui non è oggetto, ma soglia. Attraverso di lei, il corpo diventa paesaggio emotivo. Il rene, cuore silenzioso della mostra, è una metafora della sopravvivenza e della resilienza: un organo che lavora nell’ombra per permettere alla luce della vita di restare.
“Disegnare l’invisibile” è un invito a riconoscere la dignità dell’interno. A onorare ciò che ci salva senza clamore. A comprendere che la bellezza non è solo ciò che appare, ma ciò che resiste. E forse, uscendo dalla mostra, ciascuno porterà con sé una domanda lieve ma necessaria: cosa sto trattenendo? E cosa, finalmente, posso lasciare andare?
Come volontari di Slow Food Ravenna Aps, davanti a questi disegni, che hanno come protagonista il rene, siamo portati a riflettere su una parola che per noi è fondamentale: scelta.
Il rene è un organo straordinario: depura, seleziona, trattiene ciò che serve ed elimina ciò di cui il nostro organismo non ha bisogno. È, in qualche modo, un custode dell’equilibrio.
Anche il nostro rapporto con il cibo dovrebbe essere un esercizio di equilibrio e di consapevolezza. Scegliere cosa mangiamo significa scegliere anche quale agricoltura sostenere, quale territorio proteggere, quale futuro lasciare alle generazioni che verranno.
Slow Food ci invita proprio a questo: a distinguere, a conoscere, a non accettare passivamente ciò che ci viene proposto. A valorizzare il cibo buono, pulito e giusto; a difendere la biodiversità, anche estetica; a riconoscere il valore di chi coltiva, alleva e produce nel rispetto della terra.
E c’è anche un’altra forma di “depurazione” che ci riguarda: eliminare lo spreco. Ogni volta che buttiamo un alimento, non sprechiamo soltanto del cibo: sprechiamo acqua, energia, lavoro, suolo e biodiversità.
Forse, allora, questi reni ci ricordano qualcosa di molto semplice ma profondamente attuale: non possiamo prenderci cura del nostro corpo se non impariamo a prenderci cura anche di ciò che lo nutre.
Il nostro corpo e la Terra hanno bisogno entrambi di equilibrio, rispetto e cura. E la consapevolezza, proprio come questi disegni, può aiutarci a vedere ciò che spesso diamo per scontato.
Giuseppe Emiliani, nefrologo, da sempre appassionato disegnatore, è nato a Russi nel 1952
Fino dagli inizi degli studi all’Università di Bologna si è appassionato al disegno anatomico che poi è diventata la base della sua personalissima e autonoma scelta stilistica che non cerca di spiegare il corpo ma di abitarlo. Ha partecipato a mostre collettive sviluppando un percorso coerente e riconoscibile.
All’interno del percorso espositivo di Emiliani, gli organizzatori hanno deciso di dedicare uno spazio ad una ventina di lavori del maestro Daniele Panebarco, fumettista di fama nazionale, per festeggiare il suo ottantesimo compleanno.
“Disegnare l’invisibile” : mostra di disegni di Giuseppe Emiliani
a cura di Oscar Manzelli e Daniele Panebarco
Galleria FaroArte Largo W. Magnavacchi, 6 Marina di Ravenna
Organizzazione: Capit Ravenna, Slow Food Ravenna Aps, con la collaborazione di Pro Loco Marina di Ravenna.
Patrocini: Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Provincia di Ravenna.
Contributo: Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Inaugurazione: sabato 24 ottobre 2026 ore 17
Orari di apertura: sabato e domenica fino all’8 novembre 2026 dalle 15.00 alle ore 18.00


