In libreria la trentaseiesima edizione della guida Osterie d’Italia 2026 Slow Food che conta ben 1980 recensioni di locali scelti in ogni angolo del Paese per la cucina territoriale autentica, la rigorosa selezione degli ingredienti e l’atmosfera.
Unica chiocciola in provincia di Ravenna confermata all’Osteria La Baita di Faenza. Tra le segnalazioni, invece, l’entrata di due nuovi locali: Trattoria locanda Al Gallo di Alfonsine, la cui titolare è Angela Matulli e Osteria del
Pancotto a Gambellara con il suo cuoco Pierpaolo Spadoni.
Comunicato stampa
Ravenna, 6 novembre 2025
“Esprimo la mia più convinta soddisfazione per queste due realtà della nostra provincia – dichiara Angela Rosa, presidente di slow food Ravenna Aps – che arricchiscono una proposta di ospitalità che sentiamo essere nelle nostre corde. L’auspicio è che queste segnalazioni possano rappresentare un riconoscimento non scontato del serio lavoro quotidiano che in queste due osterie si svolge ormai da tempo”.
In continuità con l’anno scorso, la crescita del numero dei locali segnalati indica che l’osteria è quanto mai viva ed è sempre più il principale punto di riferimento quando si parla di ristorazione in Italia, anche se un solo modello e una sola definizione di osteria non ci sono.
Trentasei anni fa, con la sua nascita, il sussidiario del mangiarbere all’italiana stabiliva tre capisaldi che hanno ridefinito il modello di osteria e che non sono mai cambiati: cucina locale nel suo contesto autentico, uso di prodotti di qualità e del territorio, prezzi accessibili ai più.
Queste tre linee guida sono rimaste tali negli anni.
Come l’ha definita il critico letterario e buongustaio, Antonio D’Orrico, la guida Osterie d’Italia va letta come un vero e proprio romanzo italiano perché ogni edizione racconta l’Italia e lo fa attraverso le diverse cucine regionali − e tutte le persone che animano quelle cucine −, ma anche attraverso la rete di oltre 250 collaboratori sparsi in tutta Italia, che nel corso di tutto l’anno visitano in anonimato tantissimi locali e ne ricavano le segnalazioni e le recensioni che compongono le 1000 e più pagine del volume.
1980 sono i locali segnalati nell’edizione 2026; e accanto alle osterie, ai ristoranti, alle enoteche con cucina e agli agriturismi, ci sono anche quest’anno i Locali Quotidiani che raggruppa tutte quelle tipologie ristorative alternative come pastifici, gastronomie, enoteche con cucina e altre realtà più informali, in cui sia primaria l’attenzione allo stare bene, al territorio e al piacere della tavola. L’anno scorso i Locali Quotidiani erano 134, quest’anno il loro numero è salito a 161.
Dei 1980 locali segnalati nella guida, sono 337 i locali premiati con il massimo riconoscimento, ovvero la Chiocciola, che viene attribuita a quelle insegne che si contraddistinguono per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con i valori di Slow Food.
«L’edizione della guida Osterie d’Italia 2026 ci prende per mano e ci porta nei meandri dell’Italia più autentica, più vera, capace di essere al di sopra di ogni divisione o diversità» precisa Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore e responsabile editoriale della guida”.
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food pensa ai produttori « Se la cucina italiana diventerà patrimonio dell’umanità il merito principale è vostro: il patrimonio che voi portate avanti con i vostri prodotti e le ricette testimonia che la nostra cucina ha delle radici profonde e che siete riusciti a creare un forte legame con il territorio esaltandone la biodiversità. Oggi, però, non si può parlare di biodiversità se non rispettiamo le diversità culturali. Sono le diversità la nostra ricchezza».
Sono 250 i collaboratori della guida, presenti in tutte le regioni d’Italia, Carlo Petrini aggiunge: «Per fare la guida serve una cronaca onesta e sincera. Non bisogna ergersi a giudici: prima di fare una valutazione ricordatevi che in cucina c’è gente che lavora duramente e fa sacrifici».
Chiara Cauda, direttore editoriale della casa editrice pone l’accento sul ruolo delle osterie per la comunità: «Oggi che la cucina è diventata spettacolo, le osterie ci ricordano che il cibo è prima di tutto relazione. È l’incontro tra chi produce e chi consuma, tra chi ospita e chi viene accolto. Difendere la loro esistenza significa proteggere un modo di vivere, un modello di economia sostenibile e una cultura che sa farsi accoglienza».
E infine le parole con cui Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia, saluta questa edizione e che ne condensano lo spirito: «“Raccontami una storia”. Se potessi, quando entro in un’osteria, vorrei proprio poter chiedere questo all’ostessa o all’oste che mi ospita. La storia di quel luogo, di quel fondo o di quel casale, di quel paese o di quel quartiere, la storia dell’arredamento scelto, quella della famiglia o dell’amicizia che lega i soci”.
La Guida è disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore. L’app di Osterie d’Italia 2026 è disponibile da oggi 6 novembre per Android e iOS.
I numeri della guida : 1980 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati; più di 250 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano; inserto per i Locali Quotidiani, con 161 segnalazioni; 337 locali premiati con la Chiocciola per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food; 223 locali premiati con il Bere Bene, un riconoscimento per l’accurata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati;592 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini.
Già nella precedente edizione erano stati segnalati e ora riconfermati:
- A Ravenna: Trattoria Al Cerchio, La Zabariona e La Rustica.
- A Russi :Da Luciano.
- A Cervia: Deserto. A Faenza: Cà Murani e Manueli.
- A Brighella: Osteria del Guercino.

