Dalla cucina italiana patrimonio UNESCO alla resilienza alimentare
Un saggio di Patrizia Poggi
La tua spesa è un atto di libertà o complicità?
Il cibo non nutre solo il corpo. Nutre imperi, finanzia scoperte, decide guerre. Dai Vandali che affamarono Roma al pacco di pasta che scegli oggi, la posta in gioco è sempre la stessa: il controllo. Questo saggio non è una lezione. È una mappa per orientarsi nel conflitto più antico del mondo e scoprire che l’arma più efficace ce l’hai già in mano: la tua forchetta. L’UNESCO ha appena riconosciuto la cucina italiana come un patrimonio immateriale da proteggere. Ecco come puoi farlo, un pasto alla volta.
C’è un momento in cui il mondo guarda a ciò che hai sempre dato per scontato e ti dice: “Questo non è solo tuo. È di tutti, è universale. Custodiscilo”.
È accaduto il 12 dicembre 2025, con l’iscrizione UNESCO della cucina italiana nel patrimonio immateriale dell’umanità. Un abbraccio globale che arriva in un’epoca di fragilità estrema: quella stessa cultura del cibo è minacciata dall’omologazione, dalle filiere lunghe, dall’erosione della biodiversità.
Come si traduce, allora, un certificato d’eccellenza in pratica quotidiana? Come si passa dall’essere patrimonio a diventare l’umanità che protegge?
L’intuizione: una conferenza a Ravenna
Proprio mentre mi perdevo in queste domande, il ricordo di una risposta è riaffiorato. In un pomeriggio ravennate, nella seicentesca Sala Muratori della Biblioteca Classense, tra la maestosa Resurrezione di Lazzaro e gli scaffali colmi di memorie, l’Ambasciatore Antonio Bandini teneva una conferenza su un tema inatteso: la geopolitica del cibo, promossa da Slow Food.
Il contrasto era rivelatorio: in quello spazio sospeso tra sacro e profano, tra l’arte che fissa l’istante del ritorno alla vita e i libri che custodiscono la memoria, si dispiegava una storia diversa. E proprio lì, in quel contesto, una sua frase ha cambiato per sempre il modo in cui guardo al mio piatto:
Il potere vero non risiede nelle cancellerie, ma nel gesto sovrano di chinarsi su un banco del mercato e scegliere.
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