Giornalista, scrittore, gastronomo, bibliofilo, ricercatore.
Un gigante della cultura italiana. Tra i fondatori di slow food. Protagonista assoluto di un’enciclopedica codificazione culturale dei prodotti tipici romagnoli
L’Associazione culturale Casa delle Aie di Cervia, in collaborazione con Slow Food Ravenna Aps, Cervia la spiaggia ama il libro e Casa Artusi, con il patrocinio del Comune di Cervia e il sostegno di BCC Ravennate Forlivese Imolese, organizzano una serata in ricordo di Graziano Pozzetto, scomparso nel febbraio scorso.
L’appuntamento – ingresso libero – è per venerdì 14 novembre 2025 ore 21.00 nel teatrino della Casa delle Aie, Via A. Ascione, 4 Cervia
Interverranno :
- Renato Lombardi, presidente dell’Associazione culturale Casa delle Aie,
- Oscar Manzelli, vicepresidente Slow Food Ravenna Aps,
- Laila Tentoni, componente del comitato scientifico di Casa Artusi,
- Cesare Brusi di Cervia la spiaggia ama il libro
- Lamberto Mazzotti, giornalista enogastronomico.
Chi lo desidera, solo su prenotazione ( info@slowfoodravenna.it o al numero whatsapp 335 8280514 ) , alle ore 19.30 potrà cenare al Ristorante delle Aie, quota individuale 30 euro, gustando piatti della tradizione culinaria romagnola.
Si ringrazia la famiglia Battistini, che gestisce il ristorante e che, per l’occasione, riserverà dei tavoli a Slow Food Ravenna Aps.
Ricordiamo che Slow Food Ra Aps, ha rivolto un’istanza al Comune di Ravenna affinché venga dedicata alla memoria di Graziano Pozzetto, deceduto il 14 febbraio scorso, una via, piazza o altro luogo pubblico. Di tale istanza abbiamo informato la famiglia, attraverso il figlio Alessandro, che ci ha manifestato il suo ringraziamento.
“Pozzetto – ricorda Angela Rosa, presidente di slow food Ravenna Aps – è stato tra i fondatori di Slow Food e la sua scomparsa ha destato profonda commozione in tutti i soci e amici della nostra associazione. A questo cordoglio si è unita tutta la comunità ravennate, come testimoniato anche dall’attenzione della stampa locale e regionale che ha dato ampio rilievo all’attività editoriale di Pozzetto e alla sua costante azione divulgativa della cultura enogastronomica della Romagna. Una terra che Piero Camporesi definì pantagruelica, tribale, barbarica, ma ospitale e conviviale. Pozzetto aveva intrattenuto rapporti costanti, tra gli altri, con Tonino Guerra, Folco Portinari, Alberto Capatti, Massimo Montanari e Piero Maldini. Lui stesso ricordava dei suoi oltre 2.600 incontri in quarant’anni di divulgazione senza mai cedere alla omologazione e non risparmiando critiche al mondo accademico, del giornalismo e anche alle istituzioni”.
Attraverso il catalogo della più prestigiosa istituzione culturale della nostra Città, la Biblioteca Classense, è facilmente consultabile l’attività editoriale di Pozzetto che conta circa 40 libri, oltre ad articoli e recensioni su numerose riviste.
“Molti di noi – aggiungono i componenti del direttivo ravennate – hanno avuto il piacere di leggere e ascoltare le parole di Graziano. E non mancava mai di stupire per la passione, la competenza, e la generosità con cui si spendeva in precisazioni, aneddoti , ricercate osservazioni, frutto di studi antropologici che gli avevano portato il riconoscimento di numerosi premi”.
Proprio nel suo volume “ La cucina romagnola” aveva riservato uno spazio iniziale alle dediche dell’autore. In una di quelle dediche, Graziano scriveva: “ Alla memoria di amici e personaggi con cui abbiamo condiviso il piacere del buon cibo e del buon vino e che continuiamo a considerare a tavola con noi”.

Riportiamo il ricordo di Carlo Petrini di Laura Giorgi sul Corriere di Romagna:
«Sono molto impressionato e amareggiato dalla notizia della scomparsa di Graziano Pozzetto, ma nello stesso tempo sono felice di averlo conosciuto e di avere in parte contribuito alla sua passione. E’ un pezzo della nostra storia che se ne va. Era presente alla fondazione del nostro movimento, parte del nostro sparuto gruppo che tra Barolo e Fontanafredda nel 1982 fondò Arcigola, che divenne Arcigola-Slow Food poi solo Slow Food».
Carlin Petrini, fondatore e anima del movimento della chiocciola che da allora si è diffuso in tutto il mondo divulgando un’ idea di cibo alternativa alla massificazione e all’omologazione, ricorda così Graziano Pozzetto, il gastronomo romagnolo che a questi principi è sempre rimasto ancorato. La loro amicizia si è mantenuta nel tempo, si sono incontrati l’ultima volta a Ravenna. «Ha sempre avuto una verve e un modo di esprimersi che incarnava la figura dell’appassionato e dell’intenditore, era un autodidatta di grande sapienza – continua Carlin Petrini -. Ha dato molto alla letteratura gastronomica, con una produzione impressionante di libri che pochi hanno in Italia, e per il nostro movimento è una perdita importante. Per la Romagna ha fatto un lavoro immenso, e non c’è dubbio che abbia dato molto alla cultura gastronomica in una terra che ha punti di riferimento importanti da Pellegrino Artusi a Massimo Montanari. Qui c’è un pezzo di storia materiale molto importante e il suo ruolo gli va riconosciuto perché ha lasciato un grande segno e un patrimonio non indifferente frutto di anni di presenza e passione. Merita un posto di rilievo nella memoria della gastronomia italiana».

